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Coronavirus ed e-Commerce, boom di vendite online: l’impatto sulle esperienze d’acquisto

La situazione d’emergenza per il diffondersi del virus COVID-19 sta cambiando profondamente le abitudini quotidiane di tutti noi. A subire la trasformazione più grande sono le abitudini sociali e di consumo.

Molte attività commerciali sono state chiuse per la sicurezza sanitaria, mentre altri settori, in questa stessa situazione, hanno ricevuto un rilevante rialzo. Tra questi, il settore dell’e-commerce.

La quarantena forzata in casa e l’auto-isolamento portano le persone a rifugiarsi nel mondo ditale. Anche il consumatori meno abituale, chi era restio agli acquisti online, oggi sembra aver cambiato atteggiamento aprendosi a questo nuova esperienza d’acquisto. Il digitale viene visto come una finestra verso il mondo esterno e come l’unica opportunità per effettuare acquisti, non avendo la possibilità di uscire. La conseguenza è un’enorme crescita della domanda da soddisfare. 

Gli utenti tendono di soddisfare online le loro necessità di approvvigionamento e di intrattenimento. In particolare, il trend di vendite ecommerce di prodotti di largo consumo continua a crescere. 

La crescita degli acquisti nella GDO

Secondo i dati forniti dall’ultima analisi diffusa da Nielsen per quanto riguarda le vendite e-Commerce della Grande Distribuzione Organizzata, da lunedì 9 marzo a domenica 17 marzo il trend relativo i prodotti di largo consumo online è stato del +97,2%, in continua crescita rispetto alle settimane precedenti.

Tale crescita rispecchia sicuramente le nuove abitudini domestiche delle persone, relativa anche la nuova esigenza di consumare pasti esclusivamente a casa.

A subire un calo è il Cash & Carry, principale canale di approvvigionamento per gli operatori HoReCa (ospitalità/ristorazione), per con un trend negativo del -44,7%. La causa è sicuramente riconducibile alla chiusura dei servizi di bar e ristorazione al pubblico, per cui potrebbe avere una ripresa nel momento in cui queste attività verranno riaperte, a fine quarantena.

Le categorie di prodotti in rialzo

La crescita delle vendite ecommerce riguarda soprattutto settori dell’alimentare e dell’approvvigionamento domestico. 

L’indagine condotta da Nielsen ha identificato tre effetti riconducibili alla crescita della vendita di alcune categorie di prodotti: 

  1. Effetto “stock“, relativo alcune categorie della drogheria alimentare e lunga conservazione: latte, pasta, conserve alimentari, uova di gallina, surgelati, caffè macinato, burro, acqua in bottiglia, riso e conserve rosse.
  2. Effetto “prevenzione e salute”, riguardante le categorie della cura della casa e della persona: guanti, detergenti superfici, carta igienica, carta casa, sapone per le mani (liquido e solido), candeggina, salviettine umidificate, alcol denaturato, termometro e fazzoletti di carta.
  3. Effetto “resto a casa”, comprendente prodotti definibili dicomfort food“: affettati, mozzarelle, patatine, birre alcoliche, dolci spalmabili, pizza surgelata, tavolette e barrette di cioccolato.

Sembrerebbero in calo, invece, molti segmenti del comparto make-up e profumeria. 

Il settore del turismo è sicuramente quello maggiormente in crisi, che si svilupperà non solo a livello nazionale ma mondiale. Ciò avrà un forte impatto anche sull’ecommerce. Anche l’abbigliamento sta subendo dei cali in questo periodo. Due settori, quello del turismo e dell’abbigliamento, che da sempre sono stati comparti principali nel nostro paese per quanto riguarda il commercio digitale, guidando l’export, e che ora rappresentano i principali settori in crisi.

Coronavirus e marketplace

Nello scenario globale di un’economia preoccupata, segnali di rialzo arrivano soprattutto dai marketplace. I grandi canali come Amazon ed eBay hanno registrare enormi tassi di vendite e di crescita, e il trend continuerà ad alzarsi nelle prossime settimane.

Anche i marketplace devono cercare di soddisfare l’enorme crescita delle domande in questo periodo. Per tale ragione, Amazon ha avvertito gli utenti di possibili ritardi nelle consegne. La principale piattaforma ha, inoltre, comunicato la decisione di dare priorità alle consegne di prodotti di cui i clienti hanno maggiormente bisogno in questo momento di crisi.

Già prima dello scoppio dell’epidemia, Amazon rappresentava il marketplace più utilizzato nel nostro paese. Il suo utilizzo è ora aumentato ancora di più, sostituendosi anche ai negozi fisici e diventando il canale di acquisto privilegiato degli utenti costretti a rimanere a casa.

Anche eBay, uno dei principali canali mondiali dove confluiscono venditori e compratori, sta registrando aumenti nell’utilizzo e nelle vendite.

Molte persone, inoltre, proprietari di piccole e medie attività, stanno pensando di utilizzare questi marketplace come strumento di vendita, approfittando della situazione e del tempo a disposizione. Un’opportunità da non sottovalutare allo scopo di incrementare le proprie vendite grazie all’enorme visibilità di questi canali, soprattutto in questo preciso momento. Sfruttare questo periodo “fermo” per approfondire la conoscenza di queste piattaforme e capire in che modo utilizzarle è un’ottima scelta.

Se sei interessato ad aprire un ecommerce o a vendere su Amazon, eBay e i principali marketplace, contattaci! La nostra esperienza nel settore saprà guidarti con professionalità nella crescita del tuo business online.

 

L’e-commerce, insomma, sembra essere l’unico antidoto contro la crisi economica globale. In questo momento estremamente difficile in Italia e nel mondo, il commercio online rappresenta l’unico mezzo capace di soddisfare le necessità di approvvigionamento a distanza, diventando così il canale di vendita privilegiato. 

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